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ATEX

Classificatore Zone ATEXClassificatore Zone ATEX

Determina la zona ATEX (0/1/2 o 20/21/22) in base a grado di emissione, ventilazione e disponibilità secondo EN 60079-10.

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Come si arriva a una zona ATEX, non solo cosa significa

La guida alla classificazione delle zone ATEX spiega cosa sono le zone 0/1/2 e 20/21/22. Questo strumento mostra invece come ci si arriva: la classificazione secondo IEC/CEI EN 60079-10-1 (gas) e EN 60079-10-2 (polveri) non è una stima soggettiva, ma il risultato incrociato di tre fattori — grado di emissione della sorgente, grado di ventilazione, disponibilità della ventilazione — più due correttivi (temperatura rispetto al punto di infiammabilità e confinamento dell'ambiente).

Il primo fattore: il grado di emissione della sorgente

Ogni potenziale sorgente di rilascio (una guarnizione, una valvola, un punto di caricamento) si classifica per frequenza: emissione continua (permanente o per lunghi periodi — es. la superficie libera di un liquido infiammabile in un serbatoio aperto), di primo grado (periodica o occasionale, ma prevedibile in condizioni di funzionamento normale — es. uno sfiato di sicurezza), o di secondo grado (improbabile e comunque di breve durata — es. una tenuta che perde solo in caso di guasto). Più la sorgente emette spesso, più la zona di partenza è severa.

Ventilazione: quanto diluisce, e per quanto tempo è presente

Il grado di ventilazione misura l'efficacia con cui l'aria diluisce la sostanza rilasciata fino a concentrazione sicura: alta, media o bassa. La disponibilità misura invece per quanto tempo quella ventilazione è davvero presente: buona (quasi continua), adeguata (durante il funzionamento normale) o scarsa (non soddisfa nessuna delle due). Una ventilazione alta ma discontinua non dà le stesse garanzie di una ventilazione media ma sempre presente — per questo la norma incrocia i due parametri invece di usarne uno solo.

Due correttivi che possono cambiare il risultato finale

Se la temperatura di esercizio resta sempre sotto il punto di infiammabilità di un liquido (solo per il gas/vapore, non per le polveri), il rischio si riduce di un livello — nei casi migliori la classificazione risulta "non esplosiva". Al contrario, un ambiente confinato senza ventilazione naturale (un locale chiuso, rispetto a un'area aperta) aggrava la classificazione di un livello, perché un'atmosfera esplosiva che all'aperto si disperderebbe rapidamente, in un ambiente chiuso può invece persistere e accumularsi.

Un input alla volta, non una stima a occhio

Il valore di questo approccio è proprio nella scomposizione: cambiare anche un solo parametro — per esempio migliorare la disponibilità della ventilazione da "scarsa" ad "adeguata" — può spostare la classificazione di un intero livello, con impatti diretti sul tipo di apparecchiature Ex richieste e sul relativo costo di adeguamento. È anche per questo che vale la pena simulare più scenari prima di decidere un intervento impiantistico, invece di partire dal peggiore per definizione.

Cosa questo strumento non sostituisce

Il risultato è una classificazione preliminare basata sui parametri che l'utente inserisce — la sua affidabilità dipende interamente dalla correttezza di quei dati, che in un impianto reale vanno raccolti con un sopralluogo tecnico, non stimati a occhio. Non sostituisce il Documento di Protezione contro le Esplosioni, che richiede anche planimetrie, elenco delle sorgenti e misure di prevenzione, né la firma di un tecnico competente.

Domande frequenti

Cos'è il grado di emissione di una sorgente ATEX?

È la frequenza con cui una sorgente rilascia sostanza infiammabile: continuo (emissione permanente o per lunghi periodi), di primo grado (periodica o occasionale prevedibile) o di secondo grado (improbabile, di breve durata). È il primo fattore che determina la zona, secondo IEC/CEI EN 60079-10-1.

Che differenza c'è tra grado e disponibilità della ventilazione?

Il grado di ventilazione misura quanto efficacemente diluisce la concentrazione (alta, media, bassa). La disponibilità misura per quanto tempo quella ventilazione è realmente presente (buona: quasi continua; adeguata: durante il funzionamento normale; scarsa: né l'una né l'altra). Servono entrambe per classificare correttamente.

Perché un ambiente chiuso può cambiare la zona rispetto a uno aperto?

In un ambiente confinato senza ventilazione naturale, un'atmosfera esplosiva che all'aperto si disperderebbe rapidamente può invece persistere e accumularsi, aggravando la classificazione. Il confinamento è quindi un correttivo che si applica dopo il calcolo di base su emissione e ventilazione.