Apparecchiature Ex per zone ATEX: come sceglierle
Una zona è classificata. Ora bisogna scegliere le apparecchiature elettriche giuste per installarci — categoria, gruppo, modo di protezione: cosa significa ogni sigla sulla targhetta e come non sbagliare.
Sapere che un locale è "zona 1" o "zona 22" (vedi la guida alla classificazione delle zone ATEX) è solo il primo passo. Il passo successivo — quello che si traduce in scelte d'acquisto concrete — è capire quali apparecchiature elettriche e meccaniche possono essere installate in quella zona senza diventare loro stesse un innesco.
La categoria Ex: il primo numero da controllare
Ogni apparecchiatura destinata a zone a rischio esplosione riporta una categoria, che indica il livello di protezione garantito:
| Categoria | Zone in cui è idonea | Livello di protezione |
|---|---|---|
| Categoria 1 | 0, 1, 2 (o 20, 21, 22) | Molto alto — funziona in sicurezza anche con due guasti indipendenti |
| Categoria 2 | 1, 2 (o 21, 22) | Alto — sicura anche in presenza di guasti prevedibili |
| Categoria 3 | 2 (o 22) | Normale — adeguata al funzionamento ordinario dell'apparecchiatura |
La regola pratica è semplice: la categoria deve coprire il livello di rischio della zona più severa in cui l'apparecchiatura sarà installata. Un'apparecchiatura di categoria 1 può sempre sostituire una di categoria 2 o 3, mai il contrario.
Gruppo e modo di protezione
Oltre alla categoria, la marcatura riporta altri due elementi indispensabili:
- Il gruppo: "I" per le apparecchiature destinate alle miniere con grisou, "II" per tutte le altre installazioni di superficie — quelle di gran lunga più comuni nell'industria manifatturiera.
- Il modo di protezione: la tecnica costruttiva con cui l'apparecchiatura previene l'innesco. I più diffusi sono "d" (custodia a prova di esplosione, contiene un'eventuale esplosione interna senza propagarla), "e" (sicurezza aumentata, evita surriscaldamenti e archi), "ia"/"ib" (sicurezza intrinseca, l'energia elettrica in gioco è troppo bassa per innescare nulla).
Una targhetta reale riporta tutto insieme, ad esempio: II 2G Ex d IIB T4 Gb. Si legge così: gruppo II (superficie), categoria 2 (zona 1), "Ex d" modo di protezione a custodia stagna, "IIB" sottogruppo di gas, "T4" temperatura massima superficiale 135°C, "Gb" livello di protezione dell'apparecchiatura per i gas. Ogni segmento va verificato contro i dati della zona classificata — non basta vedere la scritta "Ex" per dare per scontato che l'apparecchiatura vada bene.
Perché non basta "comprare qualcosa che dice Ex"
L'errore più comune — già segnalato nella guida alla classificazione — è acquistare apparecchiature genericamente "certificate ATEX" prima ancora di sapere quale zona si sta proteggendo, o senza verificare che gruppo di gas e classe di temperatura corrispondano davvero alle sostanze realmente presenti in quel reparto. Un'apparecchiatura Ex costa di più di una standard: comprarne una non adatta è un doppio danno, economico e di sicurezza reale.
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Vedi l'ebook nell'AcademyNon solo scelta: anche manutenzione e verifica
Un'apparecchiatura Ex installata correttamente il primo giorno non resta idonea per sempre: guarnizioni che si deteriorano, custodie danneggiate, cablaggi rimaneggiati senza rispettare il modo di protezione originale sono la causa più frequente per cui un'installazione formalmente corretta perde la sua sicurezza nel tempo. È lo stesso motivo per cui la classificazione delle zone — e la scelta delle apparecchiature che ne consegue — non è un adempimento da fare una volta sola, ma richiede competenze da mantenere nel tempo in azienda.
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Vedi il corso nell'AcademyDomande frequenti
Cosa significa la sigla "Ex d IIB T4" su un'apparecchiatura?
"Ex" indica la conformità ATEX, "d" il modo di protezione (custodia a prova di esplosione), "IIB" il sottogruppo di gas per cui è idonea, "T4" la classe di temperatura massima superficiale ammessa (135°C). Ogni sigla nella marcatura ha un significato tecnico preciso che va verificato, non solo letto.
Un'apparecchiatura certificata per la zona 1 va bene anche in zona 2?
Sì: la categoria richiesta diminuisce dal rischio più alto al più basso (categoria 1 per zone 0/20, categoria 2 per zone 1/21, categoria 3 per zone 2/22), e un'apparecchiatura di categoria superiore copre sempre anche le zone a rischio minore. Non vale il contrario.
Chi verifica che le apparecchiature installate siano quelle corrette?
È una verifica che rientra nelle competenze del tecnico che redige o aggiorna il DPCE, e che va ripetuta ogni volta che si installa un nuovo componente elettrico o meccanico in un'area classificata.
